Recuperi in busta paga a maggio 2026 per i buoni pasto 2025: “Paradosso fiscale che penalizza chi lavora su turni gravosi”.
In vista della Festa dei Lavoratori del 1° maggio, per molti dipendenti della Polizia di Stato non ci sono tanti motivi per festeggiare. Nella busta paga di maggio 2026, infatti, numerosi operatori si vedranno applicare in un’unica soluzione la tassazione relativa ai secondi buoni pasto percepiti nel corso del 2025.
Il meccanismo fiscale attuale prevede il cumulo dei buoni pasto giornalieri ai fini della determinazione del reddito tassabile. Sebbene il valore del singolo buono elettronico sia pari a 7 euro, quindi inferiore al limite di esenzione fissato a 8 euro (per il 2025), l’erogazione di due buoni nello stesso giorno determina un imponibile fiscale.
In concreto, due buoni da 7 euro generano un totale di 14 euro: sottratta la soglia esente di 8 euro, restano 6 euro soggetti a tassazione, con il recupero fiscale direttamente in busta paga attraverso il sistema NoiPA in un’unica soluzione. Un paradosso fiscale che penalizza proprio il personale impegnato nei turni più gravosi e che, per esigenze di servizio, si trova a rinunciare sia al pranzo che alla cena.
“Assistiamo ancora una volta a una distanza inaccettabile tra le dichiarazioni di sostegno alle Forze dell’Ordine e la realtà dei fatti – denuncia il Si.Gi. –. Non chiediamo di essere “ricoperti di soldi”, ma che turni logoranti non si traducano anche in penalizzazioni nella busta paga di chi è impegnato in prima linea”.
“Al fine di garantire coerenza con la finalità assistenziale dell’istituto, chiediamo quindi un intervento urgente – conclude il segretario generale Marco Scialdone – per correggere questa distorsione, anche attraverso una modifica normativa che consenta la detassazione del secondo buono pasto, necessariamente legato a comprovate esigenze di servizio”.
